{"id":1344,"date":"2023-02-22T14:07:47","date_gmt":"2023-02-22T14:07:47","guid":{"rendered":"http:\/\/bridgetoargentina.com\/thisday\/immigrati-donne-e-cantanti-dei-primi-decenni-del-novecento\/"},"modified":"2023-07-25T13:27:00","modified_gmt":"2023-07-25T13:27:00","slug":"immigrati-cantati-1910","status":"publish","type":"thisday","link":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/thisday\/immigrati-cantati-1910\/","title":{"rendered":"Immigrati, donne e cantanti dei primi decenni del Novecento"},"content":{"rendered":"\n<p>di <strong>Mariela Ceva<\/strong> (Ricercatrice presso CONICET- Consejo Nacional de Investigaciones Cient\u00edficas y T\u00e9cnicas e CIS-IDES-Centro de Investigaciones Sociales- Instituto de Desarrollo Econ\u00f3mico y Social) Traduzione di Mirta Roncagalli <\/p>\n\n\n\n<p>A cavallo tra Ottocento e Novecento, in Argentina arrivarono approssimatamene due milioni di Italiani. Si trattava per la maggior parte di contadini, agricoltori e operai, tuttavia vi erano anche imprenditori, insegnanti, musicisti e artisti. Ognuno di loro era in cerca di opportunit\u00e0 che forse non riusciva a trovare nel Paese di origine. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1080\" height=\"1694\" src=\"https:\/\/bridgetoargentina.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/3242fe_68aeb4844f434ac38ba620975a3f2a65_mv2-Grande.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-488\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fotografia autografata di Adelina Agostinelli. <a href=\"http:\/\/forgottenoperasingers.blogspot.com\/2015\/04\/adelina-agostinelli-soprano-bergamo.html\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/3.bp.blogspot.com\/-zcijcW_ZFEU\/VUKKCpkA3iI\/AAAAAAAAU_A\/9VlcZub1kgA\/s1600\/1_c9b22f1442a84673f88c8e637964e260.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Fonte<\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Alcuni dei nuovi arrivati sulle rive del R\u00edo de la Plata erano cantanti. Una tra loro, Adelina Agostinelli, nata a Verdello in provincia di Bergamo nel 1882, svilupp\u00f2 una carriera di successo come soprano. In soli 8 anni, calc\u00f2 vari palchi in Europa e in Paesi quali l\u2019Argentina, il Cile e gli Stati Uniti. All&#8217;et\u00e0 di 21 anni, nel 1903, Adelina fece il suo debutto al Teatro Fraschini di Pavia in <em>Fedora<\/em> e <em>Tosca<\/em>. In quella occasione, si esib\u00ec al fianco di Giorgio Quiroli, che era stato il suo insegnante al Conservatorio di Milano e sarebbe presto diventato suo marito. Quiroli era un personaggio molto influente: era uno stimato insegnante, aveva stabilito una duratura relazione con l\u2019America del Sud e, avendo lui stesso ricoperto il ruolo di direttore artistico, aveva forti legami con gli impresari dei teatri. \u00c8 possibile che tali caratteristiche abbiano contribuito favorevolmente allo sviluppo della carriera di Agostinelli. Il suo percorso ci offre infatti interessanti spunti di riflessione su diversi temi: cosa sapevano i cantanti lirici che arrivarono nel primo quarto di secolo in Argentina di quel Paese verso il quale erano emigrati? Come acquisirono tali informazioni? Quali vie seguirono per approdare in America del Sud? <\/p>\n\n\n\n<p>Risulta chiaro come coloro i quali si incamminavano in tali percorsi avessero il supporto delle loro famiglie, infatti il sapere riguardante le professioni del mondo dello spettacolo era comunemente tramandato di genitore in figlio. La presenza della famiglia nell\u2019ambiente teatrale era comune in molti Paesi d\u2019Europa. Gli artisti di successo portavano con s\u00e9 nei propri tour genitori, fratelli e vicini. In parte, i legami stabiliti durante la propria formazione, cos\u00ec come la storia familiare contribuivano allo sviluppo delle carriere individuali di uomini e donne dello spettacolo. Certamente, Adelina subito dopo il suo debutto e una volta sposata con Quiroli, ebbe una carriera vertiginosa. Tra il 1903 ed il 1928 si esib\u00ec su pi\u00f9 di trenta palchi in tutto il mondo e si convert\u00ec in una diva del suo tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue apparizioni erano oggetto di attenzioni in riviste specializzate e nei giornali nazionali. Il suo mondo e la sua traiettoria, seppur relativamente breve (in totale furono 26 anni di carriera tra il 1903 e il 1929), crearono un ponte interoceanico. \u200b<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante la previa carriera che aveva sviluppato in Europa, Adelina Agostinelli era sconosciuta quando arriv\u00f2 in America del Sud. Fatto che cambi\u00f2 rapidamente. La copertura che le testate giornalistiche argentine le diedero, fecero diventare lei ed altri artisti come lei alquanto conosciuti. Come risultato, dopo soli due mesi dal suo arrivo, Agostinelli apparve sulle prime pagine dei giornali locali e i suoi spettacoli furono pubblicizzati come \u201cgrandiosi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso di questa donna italiana rivela una fitta rete di relazioni che ne consentirono la mobilit\u00e0 e l\u2019avanzamento professionale. In tal senso, tra il 1906 ed il 1908 i successi di Agostinelli, e quelli del marito, furono notevoli. In molti spettacoli e gi\u00e0 a partire dal 1910, Adelina Agostinelli apparve con Titta Ruffo, un baritono italiano acclamato internazionalmente. La sua collaborazione con Ruffo la posizionarono in un luogo privilegiato in quel mondo competitivo di forti dispute tra dive della lirica. <\/p>\n\n\n\n<p>In quegli anni, Agostinelli decise di stabilirsi a Buenos Aires. Il suo percorso sarebbe giunto al suo termine durante l\u2019inaugurazione del Teatro Coliseo di Z\u00e1rate nella provincia di Buenos Aires. Su quel palco, il 14 ottobre 1928 si concluse la carriera lirica di Adelina.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Adelina Agostinelli - Tu che le vanit\u00e0 [Don Carlo] - 1910\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Mf4ww3oHQ80?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption class=\"wp-element-caption\">Adelina Agostinelli cantando &nbsp;<em>Tu che le vanit\u00e0<\/em>&nbsp;(dall&#8217;opera&nbsp;<em>Don Carlo&nbsp;<\/em>di Giuseppe Verdi) nel 1910<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel caso della Agostinelli, il suo itinerario e le sue connessioni dimostrano come la carriera professionale non fosse limitata ad un solo teatro o ad un solo impresario, ma piuttosto fosse in costante evoluzione. Agostinelli ed altri artisti si esibirono in diversi Teatri dell\u2019Opera come La Scala, il Metropolitan, ed il Teatro Col\u00f3n, cos\u00ec come in altri teatri meno conosciuti, meno imponenti e lontani dalle grandi metropoli, come in quello di Paran\u00e1, di San Nicol\u00e1s e di Z\u00e1rate, in Argentina. L\u00ec, questi cantanti interagivano con le comunit\u00e0 locali, con le figure di spicco di quelle culture e con i giornalisti, i quali nelle pagine culturali e sociali non solo parlavano favorevolmente degli spettacoli, ma incoraggiavano i propri lettore ad andare a vederli.<\/p>\n\n\n\n<p>In alcuni articoli, i giornalisti descrivevano Agostinelli come una grande diva moderna. Tuttavia, in casi come questo, non si trattava solo di donne moderne che operavano in un mondo transnazionale, ma anche di donne supportate da una struttura tradizionale: la famiglia. <\/p>\n\n\n\n<p>Le vicende di questa soprano rivelano i contorni della storia di un gruppo di professionisti che attravers\u00f2 i confini nazionali e che trasse profitto dalle proprie capacit\u00e0 e dalla rete di relazioni. Erano artisti, professionisti in movimento, donne che in alcuni casi diventarono migranti ed adottarono una delle tante destinazioni come il loro nuovo posto nel mondo. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><strong>Letture per approfondire<\/strong><\/h6>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Mariela Ceva. \u201cLas aventuras de una soprano italiana en Am\u00e9rica del Sur. Adelina Agostinelli. (1882-1954).\u201d <em>Studi Emigrazione<\/em>, LVII, n. 219, 2020.  <\/li>\n\n\n\n<li>Mariela Ceva. \u201cDel artesano a la <em>prima donna<\/em>: actores de un proceso entre materialidad, circulaci\u00f3n y espect\u00e1culo.\u201d In Bernasconi, Alicia; Ceva, Mariela y Devoto, Fernando J. <em>Grandes ilusiones<\/em>. <em>Miradas sobre la historia de los teatros del litoral rioplatense<\/em>, Teseo, Ciudad Aut\u00f3noma de Buenos Aires: 2022. <\/li>\n\n\n\n<li>Mariela Ceva. \u201cEl mercado musical italiano en la argentina entre 1895-1914.\u201d <em>Am\u00e9rica Latina in la Historia Econ\u00f3mica<\/em>, 29(2), 1, 2021. <\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mariela Ceva \/ Alla fine del XIX e all&#8217;inizio del XX secolo, circa due milioni di italiani arrivarono in Argentina. 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