{"id":1260,"date":"2023-02-24T18:36:35","date_gmt":"2023-02-24T18:36:35","guid":{"rendered":"http:\/\/bridgetoargentina.com\/thisday\/la-frontiera-sabauda-il-censo-di-buenos-aires-nel-1855-e-lo-studio-della-migrazione-italiana-in-argentina\/"},"modified":"2023-06-24T20:09:49","modified_gmt":"2023-06-24T20:09:49","slug":"censo-1855","status":"publish","type":"thisday","link":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/thisday\/censo-1855\/","title":{"rendered":"La frontiera sabauda: il censimiento di Buenos Aires nel 1855 e lo studio della migrazione italiana in Argentina"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Michael Goebel, <\/strong><br\/><strong>Freie Universit\u00e4t Berlin \/ traduzione di Mirta Roncagalli <\/strong><\/p>\n\n<p>Sia quella che sia la reputazione degli archivi argentini, pochi Paesi posseggono una comparabile ricchezza di dettagliate fonti demografiche del secolo XIX. Originariamente nascoste nell\u2019<a rel=\"noreferrer noopener nofollow\" href=\"https:\/\/agnbicentenario.mininterior.gob.ar\/\" target=\"_blank\">Archivo General de la Naci\u00f3n,<\/a> e recentemente digitalizzate (in parte dal sito web mormone <a rel=\"noreferrer noopener nofollow\" href=\"https:\/\/www.familysearch.org\/\" target=\"_blank\">familysearch<\/a>), si sono cos\u00ec conservate le pagine originali di vari censimenti del secolo XIX. Quando gli storici usano i censi (se li usano) in generale si devono concentrare sulle tavole riassuntive, pubblicate in forma di libro. Questo tipo di pagine individuali, compilate dai censisti mentre camminavano per le strade della citt\u00e0, contiene una enorme quantit\u00e0 di informazioni. Ci permettono di analizzare individui e abitazioni specifiche e per tal ragione costituiscono una meravigliosa fonte per studiare, tra le altre cose, la migrazione italiana in Argentina. <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1679\" height=\"1080\" src=\"http:\/\/bridgetoargentina.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/savoyard-frontier-2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-527\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Figura 1. <\/strong>Uno sguardo alle pagine manoscritte del censimento \/ <em>Pagina del censimento parrocchiale di Buenos Aires del 1855. Digitalizzazione di <a rel=\"noreferrer noopener nofollow\" href=\"http:\/\/familysearch.org\/\" target=\"_blank\">familysearch.org<\/a> degli originali conservati presso l\u2019Archivo General de la Naci\u00f3n. Franco Garibaldi appare nella terza fila a partire dal basso. <\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Cosa possiamo imparare grazie a questi materiali? Innanzitutto, che l\u2019immigrazione italiana in Argentina, prima della sua massificazione dovuta all\u2019introduzioni di navi a vapore, non era cos\u00ec italiana. Con gli altri collaboratori del progetto di ricerca <a rel=\"noreferrer noopener nofollow\" href=\"https:\/\/patchworkcities.com\/\" target=\"_blank\">Patchwork Cities,<\/a> finanziato da <a rel=\"noreferrer noopener nofollow\" href=\"https:\/\/www.snf.ch\/en\" target=\"_blank\">SNSF,<\/a> raccogliamo dati in Excel e Stata di 79,825 individui registrati nel censimento parrocchiale di Buenos Aires nel 1855. Con l\u2019aiuto di QGIS, abbiamo iniziato a creare la mappatura di tali dati. Degli abitanti di Buenos Aires del 1855, 8340 erano nati in quella che poi sarebbe diventata Italia, facendo di questo gruppo il pi\u00f9 numeroso delle comunit\u00e0 dell\u2019epoca nate all\u2019estero. Tuttavia, dato che le pagine del censimento registravano in almeno la met\u00e0 dei residenti nati all\u2019estero altri luoghi di nascita in Europa (vedi figura 1), possiamo ricreare un\u2019immagine molto pi\u00f9 precisa dei luoghi di nascita di tutti i residenti di Buenos Aires nati in Europa e presenti nel censimento del 1855 (vedi mappa 1). Risulta infatti che gli \u201citaliani\u201d erano per lo pi\u00f9 provenienti da Liguria (circa il 70%), Piemonte (circa il 15%), e Lombardia (circa il 10%). <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1528\" height=\"1080\" src=\"http:\/\/bridgetoargentina.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/savoyard-frontier-4.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-528\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Mappa 1:<\/strong> Municipi di nascita di tutti gli europei registrati nel censimento del 1855. <\/figcaption><\/figure>\n<p>Municipi di nascita degli abitanti nati in Europa e presenti nel censimento parrocchiale di Buenos Aires del 1855 (quando il suddetto municipio era registrato e identificabile, vale a dire circa nel 65% dei casi). Un punto rappresenta una persona. Da notare che la visualizzazione esagera nell\u2019enfatizzare le aree rurali dove i punti sono maggiormente separati, come per esempio i Paesi Baschi, e riduce l\u2019importanza delle citt\u00e0 con molti emigrati, come Genova. <\/p>\n\n<p class=\"fig-caption\"><strong>Fonte:<\/strong> Tutte le mappe create all\u2019interno del progetto <a rel=\"noreferrer noopener nofollow\" href=\"https:\/\/patchworkcities.com\/\" target=\"_blank\">Patchwork Cities<\/a> <\/p>\n\n<p>Nonostante sia riconosciuta l\u2019importanza del Nord-Est italiano nelle prime fasi della migrazione italiana, la magnitudine della sua dominazione viene raramente percepita. Anche se la Mappa 1 mostra il numero esiguo di migranti a Buenos Aires provenienti dal Centro e dal Sud Italia prima del 1855, nasconde un altro aspetto della concertazione geografica dell\u2019emigrazione: nell\u2019assegnare un punto ad ogni persona registrata nel censimento del 1855, sovra rappresenta piccole zone rurali di origine e, allo stesso modo, minimizza l\u2019importanza della citt\u00e0 di Genova. La mappa 2, d&#8217;altro canto, mostra i 28 luoghi di nascita europei pi\u00f9 comuni trovati nel 1855, assegnando ad ognuno di essi un cerchio la cui dimensione dipende dal numero di volte che la citt\u00e0 viene menzionata come luogo di nascita. Risulta che Genova viene nominata 3951 volte, un po\u2019 pi\u00f9 frequentemente quindi dei seguenti 27 luoghi di nascita. \u00c8 evidente che l\u2019enorme presenza genovese deve molto alle previe relazioni commerciali studiate da <a rel=\"noreferrer noopener nofollow\" href=\"https:\/\/www.cambridge.org\/de\/academic\/subjects\/history\/european-history-after-1450\/genoese-trade-and-migration-spanish-atlantic-17001830?format=HB\" target=\"_blank\">Catia Brilli.<\/a> <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1439\" height=\"1080\" src=\"http:\/\/bridgetoargentina.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/savoyard-frontier-6.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-529\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Mappa 2: <\/strong>I luoghi di nascita pi\u00f9 prevalenti degli stranieri nel censimento del 1855. <\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Mappa dei 28 luoghi di nascita europei pi\u00f9 comuni nel censimento di Buenos Aires del 1855. La dimensione del cerchio corrisponde alla quantit\u00e0 di volte che il luogo viene menzionato. Da notare l\u2019importanza delle citt\u00e0 portuali e di Genova in particolare. <\/em><\/p>\n\n<p>Le citt\u00e0 portuali sono centrali nella diffusione della \u201cfebbre migratoria\u201d. Poich\u00e9 le pagine del censimento mostrano altres\u00ec per quanti anni gli stranieri erano rimasti a Buenos Aires, ci permettono altres\u00ec visualizzare come le connessioni migratorie si svilupparono nello spazio e nel tempo. Cos\u00ec come ci suggerisce <a rel=\"noreferrer noopener nofollow\" href=\"https:\/\/books.google.de\/books?id=fbuj2HDujXMC&amp;printsec=frontcover&amp;redir_esc=y#v=onepage&amp;q&amp;f=false\" target=\"_blank\">Jos\u00e9 Moya<\/a> nel 1998, con metodi pre-digitali, la \u201cfebbre dell\u2019emigrazione\u201d nei Paesi Baschi e in Navarra era iniziata in citt\u00e0 portuali circondate da territori montagnosi, esattamente come nel caso della Liguria. Cos\u00ec come mostra la terza mappa, la febbre si diffuse dalle citt\u00e0 portuali come Genova, Chiavari e Savona, alle valli, raggiungendo perfino la Pianura Padana e le Alpi (vedi mappa 3). <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1528\" height=\"1080\" src=\"http:\/\/bridgetoargentina.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/savoyard-frontier-1.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-530\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Mappa 3:<\/strong> Diffusione della \u201cfebbre migratoria\u201d in Liguria.<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>GIF dei luoghi di nascita degli europei presenti nel censimento parrocchiale di Buenos Aires del 1855, organizzati per durata di stanziamento a Buenos Aires. Ogni punto rappresenta un residente. Prima tappa del GIF: pi\u00f9 di 25 anni risieduti a Buenos Aires. Seconda tappa: dai 21 ai 25 anni. Terza: Dai 16 ai 20 anni. Quarta: dagli 11 ai 15 anni. Quinta: dai 7 ai 10 anni. Sesta: dai 4 ai 6 anni. Settima: 3 anni o meno. <\/em><\/p>\n\n<p>La questione principale che questo particolare censimento solleva \u00e8 se ha senso classificare come \u201citaliane\u201d quelle correnti migratorie previe alla formazione di uno Stato-nazione italiano. I censisti argentini consideravano Italia come qualcosa di pi\u00f9 di una semplice \u201cespressione geografica\u201d, cos\u00ec come aveva affermato il Conte Matternich nel 1814: per la maggior parte delle persone nate in quella che sarebbe poi diventata Italia, gi\u00e0 nel 1855, registravano la loro nazionalit\u00e0 come \u201citaliana\u201d e indicavano \u201cItalia\u201d come il loro luogo di nascita. Tuttavia, non sempre questo era il caso. Franco Garibaldi, per esempio, un apprendista venticinquenne di Genova che era arrivato in Argentina nel 1850, venne registrato, cos\u00ec come tanti altri, come \u201cSardo\u201d (vedi Figura 1). Un esame pi\u00f9 attento dei luoghi di nascita dei migranti italiani che arrivavano a Buenos Aires nel 1855 rivela che la vasta maggioranza proveniva dal Regno di Piemonte-Sardegna in mano ai Savoia (mappa 4). <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1529\" height=\"1080\" src=\"http:\/\/bridgetoargentina.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/savoyard-frontier-5.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-531\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Mappa 4:<\/strong> Luoghi di nascita degli \u201citaliani\u201d nel censimento del 1855<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Municipi di nascita europei degli stranieri nati in Europa e presenti nel censimento parrocchiale di Buenos Aires del 1855, sovrapposto a una mappa del Regno di Sardegna sabaudo del 1860. <\/em>\u200b<\/p>\n\n<p>Le reti di connessioni che fomentavano la migrazione chiaramente di estendevano in quello che sarebbe poi diventato territorio francese. Erano spesso entit\u00e0 politiche pre-moderne che risultavano decisive nelle reti migratorie, pi\u00f9 che i successivi Stato-nazioni. Il caso della regione basco-navarrese (mappa 5) non era meno chiaro in questo aspetto. Prima che diventasse ci\u00f2, la migrazione italiana verso R\u00edo de la Plata, non era dopotutto cos\u00ec italiana. <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1528\" height=\"1080\" src=\"http:\/\/bridgetoargentina.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/savoyard-frontier-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-532\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Mappa 5:<\/strong> Diffusione della \u201cfebbre migratoria\u201d nella regione basco-navarrese <\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Municipi di nascita europei degli stranieri nati in Europa e presenti nel censimento parrocchiale di Buenos Aires del 1855, regione basca. Linea arancione: frontiera franco-spagnola. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Michael Goebel, Freie Universit\u00e4t Berlin \/ traduzione di Mirta Roncagalli Sia quella che sia la reputazione degli archivi argentini, pochi Paesi posseggono una comparabile ricchezza di dettagliate fonti demografiche del secolo XIX. 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