{"id":1217,"date":"2023-02-24T15:23:43","date_gmt":"2023-02-24T15:23:43","guid":{"rendered":"http:\/\/bridgetoargentina.com\/il-baule-di-una-coppia-ebrea-italiana\/"},"modified":"2023-06-23T00:21:06","modified_gmt":"2023-06-23T00:21:06","slug":"baule","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/baule\/","title":{"rendered":"Il baule di una coppia ebrea italiana"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Stefania Cardonetti<\/strong><br\/>traduzione di Mirta Roncagalli<\/p>\n\n<p>Il baule, attorno al quale si sviluppa questo articolo, fa parte di una esposizione intitolata <em>Para todos los hombres del mundo<\/em> [in italiano: Per tutti gli uomini del mondo] del Museo de la Inmigraci\u00f3n di Buenos Aires, denominazione che allude ad una delle premesse contenute nel preambolo de La Costituzione dell\u2019Argentina. <\/p>\n\n<p>Secondo i responsabili di questa mostra, non si tratta di un oggetto comune all\u2019interno dell\u2019istituzione poich\u00e9 avere bauli come bagagli era una pratica appartenente solamente a coloro i quali viaggiavano nella prima classe delle navi a vapore. Questo oggetto rappresenta la storia di quelli che, nonostante non cercassero di far fronte a necessit\u00e0 economiche, lasciavano la loro patria alla ricerca di una vita libera dalla violenza e dalle persecuzioni. <\/p>\n\n<p>Si tratta di un baule di considerevoli dimensioni che aveva raggiunto l\u2019Argentina come parte del corredo di una coppia di giovani sposi ebrei italianiche si erano sposati negli anni Trenta del ventesimo secolo e che erano fuggiti dalle <a href=\"https:\/\/primolevicenter.org\/events\/the-italian-racial-laws\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">leggi raziali<\/a> italiane del 1938. <\/p>\n\n<p>Si tratta di un baule di considerevoli dimensioni che aveva raggiunto <a href=\"https:\/\/www.argentina.gob.ar\/interior\/migraciones\/museo\/el-estado-y-la-inmigracion\/la-legislacion-migratoria\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">l\u2019Argentina<\/a> come parte del corredo di una coppia di giovani sposi ebrei italiani che si erano sposati negli anni Trenta del ventesimo secolo e che erano fuggiti dalle leggi raziali italiane del 1938. <\/p>\n\n<p>Cos\u00ec come era successo a molti altri, anche i proprietari di questo baule non potevano pi\u00f9 continuare le loro carriere professionali e nemmeno vivere in totale libert\u00e0 nel loro Paese di origine a causa delle persecuzioni antisemite messe in atto dal regime. <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1080\" height=\"1440\" src=\"http:\/\/bridgetoargentina.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/20220608_115843_edited-Grande.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-493\"\/><\/figure>\n<p class=\"has-small-font-size\"><strong>Fonte:<\/strong> <em>Per tutti gli uomini <span data-contrast=\"none\" class=\"TextRun SCXW46077415 BCX2\" lang=\"EN-CA\" style=\"color: rgb(14, 16, 26); font-size: 12pt; line-height: 28.5px; font-family: Times New Roman, \" times=\"\" new=\"\" roman_embeddedfont=\"\" roman_msfontservice=\"\" serif=\"\"><\/span>del mondo<\/em>, del Museo de Inmigraci\u00f3n di Buenos Aires<\/p>\n\n<p>La figlia della coppia, Adriana Lowenthal, \u00e8 stata colei che ha donato il baule al museo. Nonostante la legislazione argentina non riconoscesse la coppia di sposi come \u201cimmigrati\u201d, dato che viaggiavano in prima classe, risulta inequivocabile come questi emigrarono alla ricerca di una nuova vita a Buenos Aires. <\/p>\n\n<p>Elena Pirani e Mario Lowenthal, i proprietari del baule, si sposarono nel 1937 in Italia, tuttavia l\u2019anno seguente, quando furono approvate le leggi raziali, andarono in esilio a Parigi grazie all\u2019aiuto della famiglia Lowenthal. Qualche tempo dopo, il 29 agosto 1939, i due giovani partirono con tutta la famiglia di Mario dal porto francese di Cherburgo a bordo della nave a vapore Alc\u00e1ntara diretta a Buenos Aires. Portarono con s\u00e9 il baule che permetteva loro di riporre vari oggetti poich\u00e9, come si evince dalla foto, \u00e8 dotato di diversi compartimenti ben distribuiti. Questo bagaglio contiene al suo interno delle grucce probabilmente utilizzate per riporre gli abiti che, in questo privilegiato settore della nave, si indossavano per balli, cene o eventi speciali che venivano organizzati durante l\u2019attraversata. In tal senso, il baule permetteva di rispettare quelle regole di cortesia condivise da tutti che si caratterizzavano, tra le altre cose, da un codice di abbigliamento che non si sospendeva nemmeno durante un lungo viaggio. Questo oggetto, dunque, dimostra le differenze di classe che esistevano tra i passeggeri all\u2019interno delle navi. Lontane dall\u2019essere sospese, tali differenze tra viaggiatori di prima, seconda e terza classe venivano ulteriormente esaltate dato che gli spazi dedicati a ciascun settore offrivano distinte comodit\u00e0 e sevizi. Allo stesso modo, all\u2019interno della nave, ci si preoccupava che la divisione degli spazi di ciascuna classe fosse abbastanza evidente da evitare cos\u00ec i contatti tra viaggiatori appartenenti a ceti diversi. D\u2019altra parte, tale classificazione anticipava altres\u00ec il posto che i passeggeri avrebbero ricoperto all\u2019interno della societ\u00e0 di accoglienza poich\u00e9 i membri della seconda e terza classe erano coloro i quali lo Stato argentino avrebbe considerato legalmente immigrati. <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1080\" height=\"1440\" src=\"http:\/\/bridgetoargentina.com\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/20220608_115906-Grande.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-494\"\/><\/figure>\n<p class=\"has-small-font-size\"><strong>Fonte:<\/strong> <em>Per tutti gli uomini <span data-contrast=\"none\" class=\"TextRun SCXW46077415 BCX2\" lang=\"EN-CA\" style=\"color: rgb(14, 16, 26); font-size: 12pt; line-height: 28.5px; font-family: Times New Roman, \" times=\"\" new=\"\" roman_embeddedfont=\"\" roman_msfontservice=\"\" serif=\"\"><\/span>del mondo<\/em>, del Museo de Inmigraci\u00f3n di Buenos Aires<\/p>\n\n<p>Tuttavia, nonostante tutte queste differenze, questa storia e questo baule in particolare ci invitano ad immaginare l\u2019importanza che gli oggetti avevano per i migranti, come li sceglievano, custodivano e trasportavano. In tal senso, la storia di Mario, Elena e il loro baule \u00e8 solo una tra le tante che si sono ripetute tra la fine del diciannovesimo secolo e la met\u00e0 del ventesimo e nelle quali persone e oggetti si intrecciarono alla migrazione. <\/p>\n\n<p>A dispetto della loro dimensione strumentale o di essere simboli di status sociale, come nel caso di questo baule, si tratta di artefatti che fanno leva su una gran carica affettiva. Tanto questo bagaglio quanto altri oggetti che si spostarono da un lato all\u2019altro dell\u2019Atlantico erano per i loro proprietari il vincolo tra il presente e il passato. Le fotografie, i diari intimi, alcuni giochi per bambini e altri oggetti acquisivano un altro significato quando migravano con i loro proprietari. Diventavano ricordi e, probabilmente, nel processo di integrazione nella nuova terra, suscitarono consolazioni e sguardi carichi di emozioni. <\/p>\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il baule, attorno al quale si sviluppa questo articolo, fa parte di una esposizione intitolata Para todos los hombres del mundo [in italiano: Per tutti gli uomini del mondo] del Museo de la Inmigraci\u00f3n di Buenos Aires, denominazione che allude ad una delle premesse contenute nel preambolo de La Costituzione dell\u2019Argentina. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":913,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,42],"tags":[],"class_list":["post-1217","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-curators-choice-it","category-italiani-in-argentina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1217","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1217"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1217\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1666,"href":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1217\/revisions\/1666"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/913"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1217"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1217"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/bridgetoargentina.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1217"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}